Capitolo10
Questa volta, come tutti gli altri viaggi in treno effettuati senza il suo amato mp3, fu molto noiosa.
Christy era seduta da sola, al solito posto, con la scatola con la torta sulle gambe e con la testa che non riusciva a pensare a niente che non fosse il rivedere i ragazzi.
Il cellulare prese a squillare: era Zack.
<<Ciao Christy! Che fai? Ti va se vengo da te e ci facciamo una passeggiata al parco?>>.
La voce del ragazzo sembrava molto allegra.
<<Mi dispiace Zack, davvero, ma sono impegnata e non posso proprio
>> rispose la ragazza, troncando il discorso. Zack si limitò a salutarla e a mettere giù.
Pochi minuti dopo il cellulare squillò di nuovo e, credendo fosse nuovamente lamico, Christy rispose subito: <<Zack
che cè ancora?>>
<<Zack?!? E chi è? Sono io, Troy! Allora, stai arrivando?>>.
Era lallegra voce del batterista che la mise subito di buon umore.
<<Si, sono sul treno, sto arrivando!>>
<<Benone! Io e gli altri non vediamo lora dincontrarti!>>.
Con poche parole, Troy chiuse la chiamata e Christy continuava a stringere forte a se la torta
chissà se anche lui mi aspetta
Finalmente arrivò la sua fermata e, allegramente, la ragazza scese dal treno, dirigendosi verso lhotel.
<<Christy!!!>> una voce urlava il suo nome e così la ragazza si voltò, vedendo con gioia che cera Troy che la stava aspettando.
Il ragazzo le corse subito incontro, abbracciandola, poi notò la scatola che teneva tra le mani e fece per prenderla ma Christy fece qualche passo indietro, scuotendo la testa
<<No, grazie, questo lo porto io, è un regalino per voi!>>
<<Un regalo? Uh
e cosè?! Sono curiosoooo!!> urlò il ragazzo, continuando a guardare la scatola.
Poi scoppiarono insieme a ridere e si avviarono verso lhotel.
Il sole era tramontato, lasciando spazio a uno scuro cielo illuminato dalla pallida luce emanata dalle stelle. In poco tempo raggiunsero ledificio e, con Troy avanti, entrarono in stanza.
Christy non entrò subito, le batteva forte il cuore, era troppo imbarazzata.
Ad un tratto uscirono Troy e Peter, spingendola dentro.
<<Ehm
ciao a tutti
>> salutò la ragazza, le sue guance erano diventate tutte rosse.
Le venne preso lo scatolo dalle mani e vide che si trattava di Justin che portava i lunghi e lisci capelli neri, legati a coda <<Coshai portato?>>.
Christy non rispose nulla ma, al suo posto, parlò Troy:
<<ha detto che è un regalo per noi, apriamolo!>>
Peter, il chitarrista, si unì ai due e, insieme, aprirono la scatola.
<<Una torta!!! Ma graaaziiiiiiie!!>> urlò Troy sorridendole.
Justin si voltò verso John che, fino ad ora, era rimasto seduto in lontananza <<Ehi Johnny! Musone! Vieni qui, cè una torta con le fragole!> si bloccò un istante, riprendendo <<Grazie tante
>> rivolto infine a Christy che se nera rimasta vicino alla porta ad osservarli.
Il bassista si alzò, avvicinandosi al gruppo, li guardò uno ad uno, poi guardò la torta e infine, accendendosi una sigaretta e indossando il suo solito cappello, fece per uscire dalla stanza, fermandosi poi accanto alla ragazza e, senza guardarla nemmeno, disse:
<<Se voi volete divertirvi con unaltra delle mocciosette che vi sbavano dietro, fate pure! Io ho di meglio da fare!>> detto ciò, si allontanò, chiudendosi la porta alle spalle.
<<Ma
aspetta
>> disse a bassa voce Christy; aveva quasi le lacrime agli occhi e aveva allungato una mano per fermarlo.
<<Lascialo stare, è sempre il solito, vedrai che tornerà>> disse Justin, prendendola per una mano e portandola al tavolo.
<<Si, tranquilla, ma ora mangiamo la torta!>> disse Troy.
<<Oh si anche io voglio assaggiarla!>> aggiunse Peter inziando a tagliare qualche fetta e distribuendone una ad ognuno, Christy compresa.
<<Grazie>> disse la ragazza, prendendo il piattino <<ma lasciatene una fatta anche a John
>>
Gli altri sorrisero ed insieme iniziarono a mangiare con gusto il dolce.
Capitolo 11
Parlarono e scherzarono insieme per tutta la serata, Troy non faceva altro che ringraziare Christy per il dolce e Justin la ipnotizzava con quella sua particolare bellezza mentre Peter cercava di metterla a proprio agio in tutti i modi.
Erano delle future rockstar, con tanto di piercing e tatuaggi ma, visti e conosciuti così da vicino, erano tre semplici ragazzi come gli altri.
La serata trascorreva serenamente e i ragazzi erano andati un attimo nellaltra stanza a preparare gli strumenti musicali, volevano farle sentire un nuovo pezzo in versione acustica.
Christy prese la fetta di torta rimasta tra le mani e uscì dallappartamento, cercando John con lo sguardo. Alla fine lo trovò, era seduto nelle scale antincendio a fumare.
La ragazza sospirò, il cuore le batteva forte, ma doveva trovare il coraggio.
Avanzò di qualche passo, raggiungendolo.
<<Ehi
scusami
questa
bhè, questa è per te! Lho fatta apposta, prendila, ti prego!>>.
La ragazza gli stava porgendo ora il piatto, mentre lo guardava preoccupata.
Il bassista si voltò, non laveva mai visto così da vicino, aveva il pizzetto e si intravedevano dei tatuaggi in tutte e due le braccia, la osservò per qualche istante, poi gettò a terra la sigaretta, spegnendola con il piede e disse: <<Che vuoi ancora da me? Dai quella roba a Justin, sono sicuro che ti regalerà un altro bacio, lui è perfetto per queste cose
>>.
Christy scosse appena la testa <<No, questa è per te non per lui>> e allungò nuovamente il piatto verso di lui.
<<Te ne vuoi andare? Maledizione
ma cosa credi? Pensi di essere speciale perché quel buffone di Troy ti fa divertire e perché Justin fa il figo?!? Ma apri gli occhi
e levati!>> disse John, alzandosi e spostando con forza la ragazza, facendo cadere a terra il piatto con la fetta di torta.
Gli occhi di Christy si riempirono di lacrime, ma la ragazza si trattenne dal piangere e si piantò davanti a John, fermandolo.
<<tu
tu non capisci proprio niente
quella torta
era
lavevo fatta per te, solo per te! AL DIAVOLO TROY E JUSTIN!>> urlò Christy , voltandosi e andando via.
<<Tsk
mocciosa
>> disse John con tono di voce secco.
La ragazza ritornò in stanza, dicendo agli altri <<E tardi, devo andare, scusatemi, grazie dellinvito!>> infine uscì a passi svelti.
Justin fece per fermarla mentre Troy e Peter la seguirono fino in stazione ma Christy li allontanò con poche parole e prese il primo treno che passava.
Non sapeva quali fossero le sue fermate e non sapeva nemmeno se tra quelle vi fosse la sua, non le importava, voleva solo scappare, correre via e forse dimenticare tutto, aveva commesso uno sbaglio enorme. Ma cosa credeva? Pensava di essere speciale?
Seppure in modo brusco e poco gentile, John le aveva detto la verità.
Si sedette in un posto vicino al finestrino e scoppiò in lacrime, non riuscì più a trattenersi, pensò alla sua vita, alle scelte che aveva fatto, si era lasciata tutto e tutti alle spalle, il padre, i pochi amici che aveva in paese, tutto gettato al vento per inseguire un sogno coronato dalla presunzione di riuscire a vivere da sola.
<<stupida
mocciosa
me le merito tutte!>> disse tra un singhiozzo e un altro e chiuse gli occhi, gettandosi contro lo schienale, in lacrime.













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