Disperata, ma non senza speranza.
Gloria guardava il cielo tinto di un nero triste e vuoto che copriva la stazione abbandonata in cui si era rifugiata con Christian.
Era una delle loro tante fughe dal mondo "moderno" che li circondava e in cui si sentivano soffocare.
Percio...scappavano.
Gloria si sentiva così inutile, bloccata nella città che uccide.
Disperata, ma non impotente.
L'orologio batteva la mezzanotte e LEI si ritrovava rannicchiata a terra, con le gambe strette al petto, cercando un pò di calore.
"Io...sono completamente sveglia dopo la rivolta...ma Christian?" pensava tra se e se, stringendo la presa sulle braccia mentre nel silenzio di quel posto abbandonato risuonava
lontana una risata carica di disperazione e odio.
Decise di raggiungere Christian ma lo trovò chiuso in uno dei bagni abbandonati...stava piangendo e Gloria non riusciva a senitre nulla dentro di se, solo un vuoto e freddo
bisogno di scroccare un'altra sigaretta.
Bussò con forza contro la porta del bagno <<Christian, esci!>>.
D'un tratto i lamenti e il pianto cessarono e Gloria sentì un tonfo sordo a terra.
Rimase in silenzio, non si udiva più nulla se non i rintocchi dell'orologio che segnavano la mezzanotte.
Solo in quel momento Gloria si accorse che la porta del bagno non era chiusa a chiave <<Christian? Che diavolo stai facendo? Esci!>>.
Ancora nessuna risposta.
<<Questa dimostrazione della nostra angoscia, queste risate vuote...non hanno alcun senso...come una bottiglia del tuo veleno preferito>>
Gloria tirò un calcio contro la porta, spalancandola.
Vide Christian rannicchiato in un angolo della stanza, gli occhi sbarrati che la fissavano carichi di sofferenza.
<<Siamo lultima chiamata e siamo così patetici...>> sussurrò lui.
Lei scosse la testa <<Siamo arrivati da così lontano...e siamo stati così inutili...>> si piegò sulle ginocchia, portandosi di fronte a lui <<E' tutto scritto sulle nostre
facce>> gli tese una mano e lui la strinse, tirandosi in piedi.
<<Forza...andiamo via...>> lo prese per mano e, assieme, si allontanarono, camminando lungo quei binari soli e abbandonati, come loro.
Stavano scappando dalla città che uccide.
Disperati, ma non senza speranza.
L'orologio segnava la mezzanotte nella città che uccide.
Disperati ma non impotenti.
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Scritta da me e ispirata alla canzone Murder City dei Green Day!
(video, testo e traduzione se volete capire meglio di cosa parla! -->
[link])
Fatemi sapere se vi piace! ^^